Sono la mamma di Cecilia, tre anni e una diagnosi di mutazione CASK.
L’inizio è stato difficilissimo: non sai, non capisci, sprofondi nel baratro mentre aspetti risposte tra un esame e l’altro. Poi, dopo quasi due anni di indagini, arriva quel nome. Ti cade il mondo addosso, ti fai mille domande e la paura dell’ignoto prende il sopravvento, soprattutto di fronte a una malattia rara.
Poi, piano piano, ricominci a respirare. Con Cecilia abbiamo scoperto una forza che non sapevamo di avere anche come famiglia: un papà incredibile che, pur essendo la sua prima figlia, ha saputo accogliere e vivere tutto il bello che lei sa donare, con la consapevolezza che il percorso non sarà semplice come con un bimbo normodotato. E accanto a lei c’è la sua sorellina maggiore, con una sensibilità profonda, sempre pronta a tenderle la mano.
Oggi niente per noi è dato per scontato. Se per gli altri le tappe della crescita sono la prassi, per noi ogni singola conquista è magia pura. I suoi sorrisi che riempiono la casa, i suoi vocalizzi, le sue urla e la sua voglia irrefrenabile di farsi capire: Cecilia è un vero uragano e ci ha insegnato a guardare la vita da un’altra prospettiva.
Oggi non ci poniamo più troppe domande sul domani. Guardiamo oggi, insieme, e celebriamo ogni sua piccola, immensa vittoria.

“Cecilia ha cambiato il nostro modo di guardare il mondo. Ci ha insegnato che la felicità non si misura nei traguardi raggiunti, ma nell’amore con cui accompagniamo ogni suo passo, anche il più piccolo.”
Claudia, mamma di Cecilia

